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elena

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portatrice sana di Disastrite Cronica Autolesionista (detta anche sfiga). Ma mi sto curando, siate fiduciosi.

tiè!

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amarillipensieri

(maron...)

la prozia e il verme

 
che poi la cosa strana è che la gente pensa sempre che l'amore risolva tutto.
che quando ti innamori smetti di avere dubbi, di avere paure, che ti passa persino l'eczema, alè.
ti trasformi in una specie di putto (ho detto puttO, per favore... quelli con le ali) angelico che vola sospeso nel tempo, felice e danzante con le sue ali e le sue chiappette rosa...
a me non è mica successo, porca zozza.
mi sono innamorata.
sono felice, non lo nego.
sono anche moderatamente più rincoglionita del solito (ed è grave, 'sta cosa).
insomma, ho incontrato la metà perfetta della mela (cioè la parte senza verme).
però io continuo ad essere la stessa, monotona, noiosissima persona.
non è che una mattina mi sono svegliata ( oh bella ciao... no, scusate, sto divagando) e avevo un altro colore di capelli (magari....).
mi sveglio, penso che sono contenta, ma poi continuo ad avere, più o meno, le stesse paure, le stesse reazioni, gli stessi dubbi di prima.
vabbè, ho scoperto l'acqua calda, penserete.
eh no, questa cosa secondo me un poco la pensano tutti. chi più chi meno, ma secondo me tutti l'hanno pensata. solo che non se ne sono mai accorti.
gli altri, per quanto importanti, per quanto si possa amarli, non ti cambiano la vita. al massimo ti cambiano le abitudini.
quello che c'è qui dentro resta.
ho capito. la prozia devo affrontarla da sola.
vedete, la prozia ormai nel mio umorismo è diventata il simbolo di tutte la scazzature della vita. quelle cose che vorresti risolvere ma da sola ti sembra di non riuscirci. e allora aspetti qualcuno che ti aiuti. che cambi le cose.
il segreto non è portare finalmente un fidanzato alla proiza, il segreto, quello vero, è mandarla a cagare.

come alle terme: calidarium et refrigidarium...

 
"anto', fa caldo...."
 
mannaggia, risorgo dal coma e mi rendo conto che di anto' pronti a passarmi un the freddo non ce n'è manco uno.
vabbene, teniamoci il caldo.
mi piace quando mi dicono che sono lunatica, perchè vario come la luna in cielo.
meglio però che essere meteorologica, dai. perchè la luna ci mette un mese a fare il giro, periodo più che apprezzabile, invece qui il tempo in un giorno passa dal caldo afoso al freddo pinguino.
il mio armadio non sa più che fare, ha i maglioni di lana accanto alle canottiere, i sandali vicino ai calzettoni di lana, le mutande della nonna con la guepiere (azz, no, questo non c'entra...). dormo col lenzuolo e la coperta a portata di mano. sudo e ho freddo.
ma che èèèèèèèèèèèèè???????
non mi dite l'influenza suina, per favore...
 
 

no limits?

non sopporto le persone che parlano al cellulare a voce alta dei fatti loro mentre sono in coda in posta, o sull'autobus, e tu sei costretta ad ascoltarsi tutti i cazzi loro anche se non vorresti.
non sopporto quelli che ti fissano pensando che non li vedi, o magari addirittura ti guardano con l'aria schifata, tipo certe commesse o la gente lungo i binari del treno.
non sopporto quelli che quando gli parli non si tolgono gli occhiali da sole, e tu non sai se stai parlando con qualcuno o quel qualcuno ne sta approfittando per schiacciare un pisolino cerebrale (e magai rilassare gli occhi).
non sopporto le suonerie assurde dei cellulari, e quelli che pur sapendo di avere la suoneria al massimo ci mettono 1 minuto intero per trovare 'sto maledetto telefono nelle loro tasche.
non sopporto quelli che girano col fiocco sulla macchina, però solo quando il fiocco dimostra di avere ormai la sua età; insomma, se ti è nato un figlio va bene, se ormai si sta laureando levalo, santiddio!
non sopporto quelli che quando vanno in giro in moto devono per forza sgommare e fare super-frenate. magari alle 5 del mattino.
non sopporto i pareri non richiesti, la vicina di casa che ti aspetta dietro la porta per fiondarsi su di te appena passi per spettegolare di tutto e di tutti e cercare di carpirti informazioni.
non sopporto quelli che ti tolgono una cosa dalle mani perchè "tanto io la so fare meglio". e fammi almeno provare!
non sopporto quelli che ti ripetono le cose 30 volte di fila come se fossi deficiente, magari omettendo sempre proprio la parte che non si riesce a capire.
non sopporto chi ti fa le domande e poi non ascolta la risposta.
non sopporto questa moda assurda dei pantaloni calati con l'orlo della mutanda di fuori. non ho mai visto così tanti culi in vita mia...
non sopporto hello kitty. mi schifa. soprattutto sulle trentenni.
non sopporto le persone sciatte, quelle maleducate, quelli che ti sparano cattiverie mettendo le mani avanti: "lo dico per il tuo bene". il mio bene un paio di balle.
non sopporto di avere tutti i motivi, e anche di più, per essere felice, e non esserlo, e sentirmi lo stesso scazzata e insoddisfatta (infatti potete notare che sto scrivendo).
non sopporto quelli che ti dicono una cosa e la volta dopo te ne dicono un'altra, rimangiandosi tutto per di più. ma credete che non abbia una memoria, io?
non sopporto il mio bagno che è sporco e incasinato ai limiti dell'inaccettabile (e infatti non lo accetto, porcus immondus luridus).
non sopporto di essere così insopportante.
uffa.
 
 

spider pork, tu sei mort

 
ok. pensiamo.
tutti mi confermano quello che avevo immaginato: che scrivere alla fine è un doloroso atto di sadomasochismo mentale. ovvero: come rendersi meno infelici parlando delle proprie sfighe agli altri.
ma forse la cosa si può ribaltare, dai.
intendo: potrei parlare delle sfighe altrui direttamente.
in effetti di materiale ce ne avrei.
cominciando dai miei poveri maiali.
ebbene sì: ho iniziato la tesi.
 
 
...
 
 
???
 
 
nessun fulmine?
squilli di trombe?
nulla di nulla?
che tristezza.
sono una tesista come tanti.
 
solo che siccome io non posso scientificamente fare una tesi normale, come gli altri appunto, di quelle che te ne stai in laboratorio ad annoiarti contando cellule al microscopio, o sul campo a prelevare campioni di acqua (per poi contarne al laboratorio tutte le gocce, una per una), mi sono scelta una tesi molto più divertente.
seppelliamo maiali morti nei boschi per poi studiare cosa succede nell'ambiente circostante (nello specifico io mi occupo dei suoli).
ecco, forse dopo questa mia spiegazione non mangerete mai più una fetta di salame, però dovevo pur raccontarlo a qualcuno.
in pratica sto partecipando a un segretissimo progetto di ricerca sulla decomposizione di cadaveri.
mi vedrete in una delle prossime puntate di c.s.i.
magari mentre mi faccio un panino al salame in un bosco.
gnam!
 

 ps. prima che qualcuno se lo domandi, gli animali che usiamo sono tutti morti di morte naturale, e provengono da donazioni fatte all'università.

to be zitella or not?

 
curiosità che non trova pace nella mia testa.
prima, quando ero zitella (oddio che soddisfazione usare il passato), scrivevo come una pazza. vabbè, avevo rigorosi momenti di silenzio (ma più perchè non volevo rischiare il sovraccarico neuronale che per altro). ora non scrivo più.
misteri dell'amore? forse che l'appagamento dell'ormone ha ingenerato in me un' assoluta mancanza di condividere?
insomma. non è che non ho più il bisogno di raccontare a qualcuno di me stessa solo perchè ora ho una persona reale con cui parlo. 
e non è mancanza di tempo perchè altrimenti non si spiegherebbe il mio continuo girovagare su facebook (ragazzi, ho scoperto cose pazzesche: che colore sono, che animale sono, cosa sarò nella mia prossima vita, qual è il colore di carta igienica che dovrei usare, etc.).
e vi assicuro che continua a succedermi di tutto.
mi sorge un dubbio allora (un altro): essere felici frena la creatività?
perchè sarebbe l'unica spiegazione alla cosa.
insomma, se sono molto felice non produco.
se sono molto infelice non produco.
ergo: produco solo quando mi annoio a morte. o quando sto moderatamente male, tipo come quella volta che mi mangiai tutto il barattolo di prugne secche perchè non sapevo che effetto avrebbero avuto (mai più ragazzi, mai più. lo giuro).
però a me scrivere piace, e piace assai. è un bisogno primario, come la cioccolata, come i film di montalbano: lo scrivere, e l'ironia.
che faccio?
torno zitella solo per non annoiare i miei neuroni? (no, fermi, è una possibilità empirica. non lo farei mai)
mi faccio ricoverare in una qualche clinica per patemi da pagina bianca?
boh.

 

povero vigile...

 
Ci tengo davvero a farvi sapere che, anche se fidanzata e con prozia rincoglionita, non posso certo lamentarmi della mancanza di entusiasmanti aneddoti da raccontare.
Questo lo dovrò però riferire, datosi che ero assente (e ancora mi piange il cuore... lui solo però, il resto ride beato) causa festività pasquali, e non ho pertanto potuto vivere la cosa come avrei voluto (cioè in prima fila coi pop corn in mano).
No, non è mia sorella.
E nemmeno il mio cane.
E' sempre lei, la mitica, l'unica, l'inesauribile.
La prozia!
 
Un paio di giorni fa mia madre mi raggiunge con aria sorniona. Deve avere qualcosa di grosso da raccontare.
Sbavo e tutto per l'emozione.
- Elena, sai cos'è successo a Pasqua?
- Dimmi, sììììììììì...
- Si tratta della prozia.
Guardo mia madre. Ride. Non può essere morta. Escludo pertanto notizie deprimenti.
- Che è, ha iniziato a parlare pure con le librerie? Non le bastava il televisore? (maron)
- No, non è questo...
- Cosa allora? La mena ancora con quella storia che il Comune le ha fatto un torto gravissimo? Come la capisco, pure io odio l'amministrazione comunale! (bastardi...)
- Eh, fosse solo quello... è che si è messa in testa che il Comune è in combutta con Berlusconi e Obama per tramare qualcosa alle sue spalle!
nooooooooooo... la sapevo già questa, sono settimane che smarona contro tutti perchè pretende delle scuse ufficiali ...
E chissenefrega, no?
- Eh, aspetta a dirlo... gli zii hanno ceduto.
- Minchia! Che vuol dire che hanno ceduto? La ricoverano? La spediscono da Obama? Ce ne liberiamo? (parla donna!)
- Ma no, figurati... hanno solo scritto una lettera falsa del Comune in cui il Berlu e Obama si scusano con lei, e sono tristi e pentiti di quanto è successo...
- Ma dai, la vecchia è sgamatissima! Avrà capito che era finta!
E qui viene il bello, Elenuzza mia. Hanno usato la carta intestata del Comune, e hanno convinto il vigile a recapitare la lettera alla prozia di persona!
Mi ribalto. Letteralmente.
Starmene seduta sulla sedia con in testa l'immagine del vigile costretto dalle suppliche della famgilia a fingersi corriere di Obama è troppo anche per il mio sistema nervoso. E chissà come hanno fatto per avere la carta.
E la ziuccia, come ha reagito?
- Era tutta contenta!
E ti credo! Muahahahahah! Che famiglia diabolica che ho!
- Già... hihihi...
Risate diaboliche si diffondono nell'aere. Il sipario si chiude.
 
Alla prossima!
 
 
 

return selvagg

 
poche ma clamorose notizie.
1. mi sono fidanzata. e ora capirete perchè sono sparita, questo blog aveva bisogno di una decisa inversione di tendenza (più che altro... dovevo riprendermi dallo shock).
che poi, fidanzata...
sarà stupido ma non ho idea mai di come dirlo.
- salve, ho il moroso! (contadina della valpadana col mazzolin di fiori che parla con la vecchia vicina fazzoletton-in-testa-munita che spenna allegramente il pollo. anche il pollo ha l'aria agreste. di più, sorride, come i polli amadori)
- ciao, ecco il mio compagno! (e qui mi immagino sempre un comunista coi baffi alla peppone e la camicia rossa. "compagni, lavoratori, faremo la rivoluzione..." no, per carità.)
- ti presento il mio uomo... (anzi no, Uomo. però la frase renderebbe meglio se la dicessi con una lunga vestaglia di raso nero, il reggicalze e una sigaretta, di quelle lunghe mezzo metro, da cui escono voluttuose spirali di fumo...)
- ho il ragazzo! (12enne scema coi brufoli e la cicca in bocca, mentre parla al cellulare con l'amichetta. dietro di lei il poster dei tokio hotel. ecco, piuttosto mi suicido)
- ma dai, sai che c'è? un miracolo! (meglio)
 
vi chiederete ansiosi: sarà già corsa dalla prozia?
ebbene.
no.
ogni mela ha il suo verme, e in ogni buona notizia ci deve essere la fregatura.
 
no, non è morta.
è che si è completamente rincoglionita, e non riconosce più nessuno.
- zia, ciao, ti devo dire una cosa...
- chi sei tu?
- ziuccia, sono elena, la tua nipotina... ti ricordi di me?
- no. cosa vuoi? non compro niente!
- volevo dirti che mi sono fidanzata...
- chi hai detto che sei? la rappresentante della folletto?
- no, sono elena, zia, elena... tua nipote...
- impossibile. mia nipote elena è zitella!
- fgfhfncnfkckdppppporccccc...
mi resterà questo trauma irrisolto per il resto dei miei giorni.
intanto però ora sono accompagnata (bambina di 5 anni con vestaglietta e cestino della merenda che cammina mano nella mano con la mamma)...
basta, devo farmi sposare. almeno così non ci penso più.
 
 
(la notizia n.2 un'altra volta. dovete prima metabolizzare questa)

ops

 
lo so, devo assolutamente aggiornare questo blog.
mea culpa.

piove maron come piove

 
piove, piove, piove.
maremma la maiala lurida e maledetta (con tutto il rispetto per le maiale).
me ne sto qui e praticamente potrei fungere da test per i daltonici (tradotto: capello arancione e colorito verde muffa. una carota al contrario, insomma).
ok, lo so, fa bene alla terra, le piante godono come ricci, i ricci magari godono un po' meno, ma in ogni caso la Natura apprezza.. e poi a me dovrebbe piacere la pioggia, perchè è romantica, perchè fa tanto vita agreste, fattoria del casale e tazza di the fumante mentre guardo fuori dalla finestra i pompieri che svuotano la cantina della vicina di casa.
eh, fosse così semplice...
e intanto piove.
 
 
ps. misteri della vita: perchè studio per un esame 8 mesi, festivi e notturni compresi, e non faccio che essere bocciata, e bocciata, e bocciata, e poi decido di provarne un altro, così, per testare la mia intelligenza (tempo totale: una settimana di studio), e piglio 30 e lode? sono io o sono loro?
 

la principessa di ghiaccio

Oggi ci sta una favola.
Accattatevela.
 
C'era una volta, in un paese lontano, una principessa. Questa principessa viveva in una torre, la torre più alta di un grande palazzo, e il palazzo era custodito da un drago bastardissimo.
Ora, direte, questa favola è uguale a Shrek! Che fantasia.
No, non è uguale, seguitemi e con un po' di pazienza ve ne accorgerete.
Perchè la principessa non era confinata nella torre. La torre l'aveva scelta lei, per starsene in santa pace a farsi i fatti suoi.
Il vero incantesimo, la maledizione che le era stata appioppata da una fata madrina deficiente, era il ghiaccio.
Ebbene sì, la sua fata, nel tentativo di proteggerla dal dolore, le aveva avvolto il cuore in spirali di ghiaccio, spesse e taglienti.
Oh, lei non soffriva più di tanto, dentro il suo cuore era caldo e pulsava e viveva, ma attorno a lei c'era il vuoto. Nessuno poteva avvicinarsi a quel ghiaccio, nessuno poteva oltrepassarlo.
E così la principessa passava le sue giornate nella torre, leggendo libri, giocando con gli animali che venivano a trovarla ( e che, abituati ai lunghi inverni, nemmeno si accorgevano del ghiaccio), e osservando il mondo fuori dalle finestre.
Fu così, mentre guardava la fine dell'inverno nei prati, che il suo sguardo per caso incontrò quello di un principe che si trovava a passar di lì per i fatti suoi.
Il principe rimase colpito dagli occhi della principessa, e decise di tentare l'avventura di liberarla dal drago.
lLa principessa, invece, pensò che era ora arrivasse la primavera, che era stufa di quella maledizione del cavolo. Non si sa perchè sclese proprio quel principe, e quel momento, ma fatto è che li scelse. Ordinò quindi che venissero aperte al principe le porte d'entrata al castello.
Non disse nulla del suo cuore ghiacciato, perchè sapeva che a quello avrebbe dovuto pensare lei, e che nessuno poteva aiutarla.
E così iniziò la battaglia.
Anzi, ne iniziarono due.
Perchè mentre sotto il principe combatteva col drago, e si aggirava per i labirinti del castello cercando le scale per la torre, in alto, la principessa combatteva contro il ghiaccio che avviluppava il suo cuore.
Abbattere il primo strato fu facile, bastarono i sogni. Migliaia di sogni, di ricordi, di sofferenze, presero posto nell'anima della principessa addormentata. Una massa di ghiaccio si sciolse, ed uscì in forma di mille lacrime dagli occhi della principessa. Lei che non aveva mai pianto, cominciò a sciogliere il ghiaccio col dolore.
Perchè un cuore, per aprirsi, deve pur rompersi in qualche punto.
Ma il ghiaccio era tenace, e riprese subito a lottare.
La ricoprì di gelo, e mille brividi squassarono il corpo della principessa. Il gelo cercava di riprendere il suo posto, non voleva morire.
Ma la principessa lo combattè con la febbre. Ondate di brividi, e sudore, testimoniavano una guerra aspra e tormentata dentro quel piccolo corpo.
Intanto, al piano di sotto, il principe cominciava ad avere dubbi, perso nel grande labirinto di stanze.
- Ma perchè proprio questa principessa? Non potevo pigliare Cenerentola? Mi sarebbe bastato dare una pedata nel culo alla matrigna e avrei già finito! Accidenti a me !
 
Come finisce la storia?
Ci sono tante possibilità, sapete.
1. Il principe potrebbe stancarsi e decidere di andare in cerca di nuovi castelli.
2. Potrebbe invece resistere, e trovare la strada. Una volta nella torre, forse vedrebbe un cuore ricoperto da uno strato scintillante di ghiaccio.
Attento principe! Che se proverai a frantumarlo con la tua spada, una grossa e affilata scheggia potrebbe conficcarsi nel cuore della principessa e ucciderla.
Non c'è che un modo per sciogliere la maledizione, e può farlo solo la dama a cui il cuore appartiene.
Servono coraggio, compassione, pazienza, e qualche raggio di sole di primavera.
Solo così il principe potrà finalmente prendere la sua sposa tra le braccia, e uscire con lei a danzare nei campi.
 
 
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GMT Moon

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